Seminario Anpi alla mostra fotografica Catalogna bombardata

27 novembre 2017 Lascia un commento »
foto catalog bomb

foto da www.ottopagine.it

 

La mostra fotografica Catalogna bombardata è stata inaugurata sabato 25 all’interno della Rocca dei Rettori. Ad aprire l’evento anche un incontro a più voci che l’Anpi Benevento ha voluto inserire all’interno del suo ciclo di seminari promossi dall’Officina di studi storico politici Maria Penna.

All’inizio del seminario è stata letta una lettera di saluto della professoressa Ida Mauro dell’università di Barcellona, animatrice dell’associazione italo-catalana AltraItalia e traduttrice della mostra dal catalano all’italiano che, non potendo essere presente, ha tenuto a far sentire la sua presenza e vicinanza all’evento.

Aldo Oliveri, della Società Filosofica Italiana – Sezione Napoletana “Giambattista Vico”, ha sottolineato l’importante questione “metodologica” messa in gioco dalla rivoluzione libertaria che cominciò durante le prime fasi della guerra civile spagnola. Infatti, la rivoluzione fu un concreto tentativo di emancipazione senza la necessità di una guida statale o di partito, un tentativo nel quale si diede risalto al valore della collettivizzazione e dell’autogestione a prescindere dalla posizione ideologica degli individui. Tuttavia, ha proseguito Oliveri, la parola d’ordine “prima la guerra e poi la rivoluzione” tentò e riuscì ad imbrigliare quello che può essere considerato il più grande tentativo di rivoluzione sociale di ispirazione anarchica e libertaria che fu tradito, ha concluso infine Oliveri, a livello dei dirigenti e non certo dalla base.

Nicola Di Matteo, docente di Economia politica all’università di Salerno, si è soffermato sulle condizioni macro e microeconomiche all’interno delle quali si sono dipanati gli eventi storici della guerra civile. In particolar modo si è concentrato sulla crisi economica degli anni trenta che ha rappresentato un fenomeno sociale che aveva le sue origini nel modo di produzione capitalistico: la produzione legata esclusivamente al guadagno. Di Matteo ha voluto, inoltre, evidenziare con forza come questa visione, tutt’ora centrale nella maggior parte dei paesi del mondo, non possa migliorare in maniera indefinita le condizioni di vita degli individui e debba, invece, fare i conti con la drammaticità delle ingiustizie sociali.

Infine Lorenzo Morricone, del Cento di documentazione Pasquale Martignetti, ha brevemente analizzato la dimensione africana della guerra civile spagnola e il peso dei 12000 uomini trasportati dall’Africa in Spagna sulle sorti della guerra ed inoltre ha ribadito come la violenza e la ferocia delle guerre europee di conquista coloniale siano state l’anticamera di ciò che poi si è realizzato sul fronte europeo. Proprio a tal riguardo Morricone ha voluto far presente il tentativo che il Centro Pasquale Martignetti sta cercando con forza di portare avanti per dar vita ad un giorno della memoria, il 19 febbraio, in ricordo delle vittime africane dell’imperialismo europeo.

La mostra sarà aperta ancora fino a giovedì 30.

Dario Melillo

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