Gruppi di difesa della donna

29 novembre 2017 Lascia un commento »

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Come Anpi del Sannio siamo felici e orgogliosi per l’egregio lavoro svolto dalla nostra vice-presidente Mariavittoria Albini che ha contribuito alla ricerca per le regioni meridionali, Lazio incluso, su i Gruppi di difesa della donna negli anni 1943-1945 resa pubblica e liberamente consultabile a fini di ricerca e a scopo didattico sul sito http://gdd.anpi.it.

Dopo due anni di lavoro sono stati pubblicati gli atti del convegno e i risultati della ricerca nati da un’idea del Coordinamento donne ANPI con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il 70° anniversario della Resistenza e della guerra di Liberazione.
I Gruppi di difesa della donna e per l’assistenza ai combattenti della libertà (GDD) nascquero a Milano e Torino nel novembre 1943 con lo scopo di promuovere la Resistenza, aiutare le famiglie di partigiani, di carcerati, degli internati in Germania, ma allo stesso tempo di lottare espressamente per le donne e per i loro diritti. Le fondatrici dei GDD Lina Fibbi, Pina Palumbo, Ada Gobetti avevano posizioni politico-culturali diverse, ma tutte erano accomunate dall’antifascismo e in questa stessa ottica si mossero i Gruppi che, riprendendo lo spirito e l’impostazione del CLN, si posero come organizzazione, unitaria e di massa, di donne che condividevano il comune obiettivo della lotta al nazifascismo.
Anche se i GDD nacquero inizialmente per offrire un sostegno agli uomini impegnati nella lotta armata, tale compito puramente assistenziale venne immediatamente contraddetto, e materialmente contestato, dall’impegno attivo di molte delle donne coinvolte, un impegno consistente nell’attività di informazione, contropropaganda, collegamento, trasporto di ordini, stampa clandestina, armi e munizioni, sabotaggio e partecipazione diretta alla lotta armata.
Le donne dei GDD lavorarono soprattutto per il coinvolgimento delle altre donne nella vita politica, del momento resistenziale e del futuro, battendosi per la parità salariale, l’assistenza all’infanzia e alla maternità, la difesa delle lavoratrici madri, la partecipazione alla vita politica, il diritto al suffragio.
I GDD ebbero anche un proprio organo di stampa, ovviamente clandestino, il “Noi donne”, il cui primo numero fu pubblicato nell’aprile 1944 e che uscì fino alla Liberazione.
I GDD furono ufficialmente riconosciuti dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) nel giugno 1944. Le donne che vi parteciparono furono almeno 70.000.
La ricerca si è posta l’obiettivo di individuare e mappare sul territorio nazionale i documenti riconducibili ai Gruppi di Difesa della Donna e alle formazioni a essi legate prodotti nell’arco cronologico 1943-1945.

Qui è possibile scaricare il volume completo.

Dario Melillo

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