Archivio per ‘Officina Maria Penna’ categoria

Per i seminari ANPI incontro con il professor Valerio Petrarca

28 novembre 2018

hqdefault

Venerdì 30 novembre 2018 alle ore 17 nella sala “Di Vittorio” della Cgil di Benevento il quarto appuntamento dei seminari ANPI, promossi e organizzati dall’Officina di studi storico-politici “Maria Penna”.
Ospite dell’ANPI Benevento sarà Valerio Petrarca, professore di Antropologia alla Federico II di Napoli, che proporrà un intervento dal titolo Umanità, umanesimo e migrazioni.
L’incontro sarà importante per conoscere e comprendere un fenomeno antico quanto l’uomo e per capire e valutare gli scenari geo-politici contemporanei.

Ricordiamo che i seminari si configurano come attività di formazione e aggiornamento. L’ente certificatore è l’associazione professionale Proteo Fare Sapere che rilascerà al termine del ciclo seminariale, ai partecipanti che ne avranno fatto richiesta, l’attestato con l’indicazione delle ore e degli argomenti seguiti.

di ANPI Benevento

ANPI in lutto: è morto il partigiano Umberto “Eros” Lorenzoni

19 novembre 2018

umberto eros lorenzoni_2

L’Officina di studi storico-politici “Maria Penna” è nata con l’intento primario di portare nelle scuole di ogni ordine e grado la conoscenza della Resistenza e la memoria della lotta di Liberazione dalla oppressione nazifascista.
Negli ultimi due anni abbiamo incontrato centinaia di bambini e con loro abbiamo letto, ascoltato e provato a rivivere le emozioni, le paure, i sogni e le speranze delle donne e degli uomini che hanno combattutto per la libertà e la democrazia.
In queste occasioni i bambini hanno anche avuto tra le mani il libro Fulmine, un cane coraggioso. La Resistenza raccontata ai bambini, scritto da Anna Sarfatti. Nel libro, in appendice, è riportata anche una testimonianza di Umberto Lorenzoni, il partigiano “Eros”, che raccontava il suo incontro con Rolf, il cane di un ufficiale tedesco rimasto vittima in uno scontro a fuoco, un cane diventato prezioso compagno negli ultimi mesi dell’avventura partigiana.
Ecco, in un giorno triste come questo nel quale salutiamo un grande partigiano, un sorriso alberga sul nostro volto pensando a quei bambini di 9 e 10 anni e, in particolar modo, a quel bambino che leggendo la testimonianza di Lorenzoni “Quando ripenso alle ragioni che mi spinsero a unirmi ai partigiani nella guerra di liberazione, so che grande parte l’ha avuta l’essere cresciuto in una famiglia antifascista” disse “lo devo dire a mamma, dobbiamo essere antifascisti anche a casa”.
Che la terra ti sia lieve, compagno Eros.

di ANPI Benevento

Con Massimo Paolucci riparte il secondo ciclo di seminari ANPI

10 novembre 2018

20181109_174120

L’eurodeputato Massimo Paolucci ha dato il via alla seconda edizione dei seminari ANPI che, promossi e organizzati dall’Officina di studi storico-politici “Maria Penna”, quest’anno vedono anche la partecipazione della Federazione Lavoratori della Conoscenza della Cgil di Benevento e dell’associazione Proteo fare Sapere soggetto qualificato per l’aggiornamento e la formazione del personale della scuola.
L’intervento, dal titolo L’Europa ritorni a Ventotene. Dell’urgente necessità di una rifondazione, dopo un veloce passaggio sulla storia del Manifesto, ha posto l’attenzione sullo stato attuale del Continente.
Secondo Paolucci non salveremo l’Europa se ci limiteremo a ricordarne i meriti storici, ma bisogna evidenziare che di fronte alla crisi non sono state date risposte concrete e decisive.
La crisi è di natura politica perché alla moneta unica non sono seguite politiche veramente comuni, a livello fiscale, bancario, del lavoro, della difesa. Il problema, dunque, per Paolucci, non è l’euro, ma la scarsa integrazione che c’è stata a livello sistemico.
Tra le correzioni da fare il parlamentare europeo sottolinea l’esigenza di cambiare l’architettura istituzionale dell’Europa dando effettivamente il potere legislativo al Parlamento Europeo, rispettando in tal modo la volontà popolare che in esso si manifesta, e spostando sempre più funzioni alla Commissione Europea che deve diventare vero governo europeo.
Un altro elemento da correggere è la norma sugli aiuti di stato che, nata per impedire una concorrenza sleale tra le aziende di paesi con forze economiche diverse, nel mercato globale si è trasformata in una palla al piede che impedisce le politiche di crescita economica.
Alla luce di queste e di altre considerazioni Paolucci ha evidenziato come le questioni gigantesche che si aprono dinanzi a noi – l’ambiente, la pace, la povertà, le migrazioni – non siano affrontabili declinate a livello nazionale, ma richiedono una risposta comune a livello continentale.
L’Europa – ha proseguito Paolucci – è stata l’epicentro di due guerre mondiali, di guerre coloniali, di guerre di religione, ma è stata anche un’idea che ha cercato – con difficoltà, passi in avanti, sconfitte e ripartenze – di prendere forma concreta attraverso passaggi fondamentali.
A partire dal 1950 con il discorso di Robert Schuman, allora Ministro degli esteri francese, compare il concetto di Europa intesa come unione economica che darà vita, nel giro di pochi anni, prima alla CECA e poi alla CEE.
Nel 1953 De Gasperi, influenzato dalle idee di Spinelli, avanza un progetto di collaborazione militare tra gli stati europei che, però, fallisce a causa della bocciatura dell’assemblea francese nel ’54.
Le conflittualità, a volte più latenti a volte più esplicite tra i paesi europei, continuano ancora negli anni Sessanta tra la Comunità Europea e la Francia di De Gaulle – la cosiddetta crisi della “sedia vuota” con il presidente francese che boicotta le riunioni del Consiglio dei ministri della CEE, di fatto bloccandone l’attività – e, nella seconda metà degli anni Settanta, con la Gran Bretagna della Thatcher la cui avversione a una maggiore integrazione in Europa si manifesta, nel 1984, nella famosa frase «rivoglio indietro i miei soldi!», riferendosi al 50% dei finanziamenti per l’Europa che finiva nel settore agricolo.
E ancora il progetto della Costituzione Europea naufragato con lo stop alle ratifiche imposto dalla vittoria del no ai referendum in Francia e nei Paesi Bassi e ancora il Trattato di Lisbona.
Questo percorso, ricco di accelerazioni e improvvise frenate, pur non approdando ancora a quell’Europa sognata nel confino di Ventotene, non deve, però, ha concluso Paolucci, essere abbandonato o rinnegato perché – come scrisse Spinelli nella sua autobiografia – «ognuna di queste avventure è terminata con una sconfitta dell’avventura stessa e mia… Nessuna di queste sconfitte ha però lasciato in me quel rancore contro la realtà che così spesso alligna nell’animo degli sconfitti. La possibilità della sconfitta deve essere sempre accettata equanimemente all’inizio di ogni avventura creatrice. Bisogna sentire che il valore di un’idea, prima ancora che dal suo successo finale, è dimostrato dalla sua capacità di risorgere dalle proprie sconfitte».

Il prossimo incontro con i seminari è per venerdì 16 novembre alle 16.00 con il giornalista Sandro Ruotolo, il procuratore della Repubblica di Benevento Aldo Policastro e il referente provinciale di Libera Benevento Michele Martino che dibatteranno su Costituzione e legalità.

di Dario Melillo

Secondo ciclo dei seminari ANPI. Inaugura l’eurodeputato Massimo Paolucci

6 novembre 2018

copertina per Paolucci

Venerdì 9 novembre alle ore 17.00 riprendono i seminari ANPI promossi e organizzati dall’Officina di studi storico-politici Maria Penna.
Ad inaugurare la nuova serie sarà il deputato europeo Massimo Paolucci con un intervento dal titolo L’Europa ritorni a Ventotene. Dell’urgente necessità di una rifondazione.
I seminari di formazione, gratuiti e aperti a tutti, si svolgeranno nel periodo novembre 2018 – maggio 2019, nella sala Giuseppe Di Vittorio della Camera del Lavoro di Benevento, in via Leonardo Bianchi, 9.
Da quest’anno, grazie alla scelta dell’ANPI Benevento di aprire i seminari all’associazione Proteo Fare Sapere di Benevento e alla Federazione Lavortori della Conoscenza della Cgil, gli incontri si configurano come attività di formazione e di aggiornamento per il personale docente.
L’associazione Proteo Fare Sapere è soggetto qualificato per l’aggiornamento e la formazione del personale della
Scuola ed è inserita nell’elenco definitivo del Miur ai sensi della direttiva 170/2016, del Dm 177/2000 e del Dm dell’8/06/2005. Per ottenere l’attestato di partecipazione, inviare una richiesta di adesione a: benevento@proteofaresapere.it

Per ulteriori informazioni
Amerigo Ciervo, presidente Anpi Benevento 380 425 4363
Enrico Macrì, segretario Flc Cgil Benevento 340 142 5292
Mario Morelli, presidente Proteo Benevento 347 479 1551

di ANPI Benevento

Presentazione di Sentieri di resistenza con la presidente Carla Nespolo

29 ottobre 2018

DSC_0393

Venerdì 26 ottobre presso la Biblioteca provinciale è stata una giornata importante per il nostro Comitato provinciale e per tutta la famiglia antifascista sannita.
Alla presentazione del libro Sentieri di resistenza e del secondo ciclo di seminari, il cui inizio è previsto il 9 novembre, abbiamo avuto il piacere di poter ascoltare le parole della nostra cara presidente nazionale Carla Nespolo.
La presidente ha posto l’attenzione su vari punti, dalla necessità di combattere la vulgata di una Resistenza solo centro-settentrionale all’attenzione per la storia locale che, invece, ha aiutato e aiuta ancora a conoscere la nobile Resistenza civile e militare del Sud Italia; dalla genesi resistenziale della Costituzione al ruolo delle donne nella Resistenza e nell’Assemblea Costituente; dal ruolo dell’Anpi a livello nazionale all’importanza delle differenti pratiche portate avanti dalle varie sezioni locali; dalla necessità forte di continuare a studiare per difendere e conservare la memoria all’esigenza di dare risposte immediate e concrete alle manifestazioni fasciste sempre più palesi e diffuse.
Bisogna stringersi intorno alla nostra associazione perché come ha ricordato ancora la Nespolo «l’ANPI è contemporaneamente un’associazione che ha come obiettivo la conservazione e trasmissione della memoria, ma anche l’intervento sull’oggi. Non siamo e mai vorremo diventare un partito politico […] perché noi siamo un’altra cosa, siamo – come ha detto Marco Revelli, il figlio del grande comandante partigiano e scrittore Nuto Revelli – noi siamo i testimoni dei testimoni».

N.B. Nella sezione Foto e Video del nostro sito le immagini dell’evento.

di ANPI Benevento

Alcune note a margine dell’Officina Maria Penna sulla nostra associazione

26 giugno 2018

062

L’Anpi è scuola di antifascismo ideale, morale e militante. I maestri che abbiamo avuto la fortuna di incontrare nella nostra esperienza di simpatizzanti e di tesserati all’interno dell’Anpi di Benevento ci hanno trasmesso valori alti e profondi, mostrato esempi significativi, non da ultimo ci hanno insegnato che “a problemi politici … risposte politiche (pur sempre, non definitive) … a provocazioni abnormi … la impossibilità di interlocuzione e di confronto”.
Tale è anche la nostra convinzione a tal punto che questo documento non si caratterizza propriamente come una risposta alle esternazioni espresse con una lettera aperta rivolta al nostro presidente e pubblicata sulla Gazzetta di Benevento on line sabato 23 giugno.
Questa situazione la vogliamo cogliere come un’opportunità, una possibilità, un’occasione per comunicare la nostra presenza attiva, consapevole, militante nei luoghi dove riteniamo dobbiamo essere, dove abbiamo scelto di esprimere la nostra prassi antifascista.
L’Officina di Studi storico-politici Maria Penna è un luogo di studio – serio, appassionato, collettivo – ed è formata da giovani studiosi che non solo hanno trovato nell’Anpi uno spazio aperto, plurale e inclusivo, ma hanno intravisto la possibilità per una prassi coerente con le proprie posizioni e le proprie convinzioni.
È nata il 10 giugno del 2016 da un’idea e per volontà di Amerigo Ciervo da poco – all’epoca – diventato presidente raccogliendo la preziosa e sapiente eredità di Tonino Conte.
Da quel giorno, tra difficoltà e ostacoli, è partita un’avventura che ci ha visti presenti, partecipi e attivi in quello che consideriamo essere il nodo cruciale della battaglia antifascista, la cultura.
La cultura, il sapere, la conoscenza non hanno luoghi esclusivi, non si trovano e manifestano in confini limitati, in riserve protette, ma è pur vero che cultura, sapere e conoscenza hanno nella scuola il loro centro nevralgico per la formazione e la crescita di soggettività libere e autonome.
Per questo il nostro impegno è stato in primo luogo quello di “offrire alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado un sostegno alla formazione storica, dalla documentazione alla ricerca, per lo sviluppo di un modello di cittadinanza attiva”, come sancito dall’accordo tra Miur e Anpi nazionale del 2014 e rinnovato nel 2017.
Abbiamo incontrato, negli ultimi due anni scolastici, studentesse e studenti di scuole di ogni ordine e grado della città e della provincia ascoltando le loro voci, le loro idee, le loro riflessioni, entrando insieme nelle storie di donne e uomini accomunati dalla lotta di Liberazione in vista di un paese libero, democratico, giusto.
Parallelamente abbiamo organizzato e curato un ciclo di seminari aperto a tutti che, partito nel mese di novembre dello scorso anno, si è concluso ad inizio giugno.
Questi seminari sono stati occasione di studio e di confronto per tutti coloro che hanno ritenuto – e tutt’ora ritengono – un impegno fondamentale ritornare ad approfondire, con serietà e con rigore, tematiche e prospettive storico-politico-filosofiche utili per provare a comprendere la complessità dei nostri tempi.
Noi, membri dell’Officina, abbiamo preso parte ai seminari, ognuno di noi seguendo un proprio filone di ricerca, mettendo al centro il proprio interesse, la personalissima matrice culturale.
Storia, politica, arte, letteratura, filosofia: lenti diverse per rileggere il passato e scrutare i segni del presente e del futuro. Non sono stati incontri con presenze oceaniche – eravamo e siamo consapevoli del terreno irto di difficoltà e ostacoli che ci aspetta – ma momenti nei quali in maniera raccolta, seria e attenta abbiamo cercato di fare quello che il nostro presidente – quello che non ha capito “ la direzione in cui da anni spira il vento” – aveva già evidenziato “vigilare democraticamente, come si diceva una volta, e convincere le persone, giovani e meno giovani, a prendere (o a riprendere) in mano libri di storia, partecipare a seminari di studi, rivedersi un po’ di film […] ritornando a essere “partigiani”, cioè stando dalla parte della libertà, della dignità, della democrazia, dell’uguaglianza. In breve, dalla parte della Costituzione. Ora è il tempo. Gingillarsi e cincischiare potrebbe essere pericoloso”.
Poiché riteniamo che questo monito abbia ancora – e forse di più – valore in questo nostro tempo presente continueremo con le nostre forze e le nostre capacità a sottolineare il rapporto tra memoria della lotta di Liberazione e resistenza alla barbarie attuale, tra antifascismo come ideale e antifascismo come lotta contro tutte le violenze, contro tutte le discriminazioni.
Proseguiremo sulla strada che abbiamo tracciato, continueremo ad entrare nelle scuole, ad incontrare le giovani e le giovanissime generazioni, a discutere e a confrontarci con chi ritiene che insieme si possa tornare a far risplendere la luce della ragione anche in questi tempi bui.

Benevento, 26/giugno/2018                   Officina di Studi storico-politici Maria Penna
                                                          Mariavittoria Albini, Lorenzo Covino,
                                                          Dario Melillo, Dolores Morra, Evelina Pignatiello,
                                                          Corrado Tesauro, Ilaria Vergineo                    
                                                                                                                   
                                                                                                                   
                                                                                                                   
                                                                                                                  

Ultimo appuntamento con i seminari Anpi

29 maggio 2018

ristampamanifesto800445-800x445

Nel salone “Di Vittorio” della Cgil di Benevento l’ultimo appuntamento del primo ciclo di seminari Anpi promossi e organizzati dall’Officina di Studi storico-politici “Maria Penna”.
Venerdì 01 giugno alle ore 17.30 Amerigo Ciervo, presidente del comitato provinciale, terrà un intervento dal titolo Il Manifesto di Ventotene. Europa, federalismo, solidarietà.

di Anpi Benevento

Seminari Anpi: Teresa Simeone su vecchi e nuovi revisionismi

22 maggio 2018

notizie-false-640x342

Venerdì 18 maggio alle ore 17.30 ha avuto luogo il penultimo seminario Anpi organizzato e curato dall’Officina di Studi storico-politici Maria Penna. A parlare, nel salone Di Vittorio della Cgil di Benevento, Teresa Simeone che ha concentrato l’attenzione su Vecchi revisionismi, negazionismi e post-verità nell’epoca dei social.
L’intervento ha coniugato precisione e chiarezza: la prima nella ricostruzione di alcuni esempi che nel corso della storia hanno visto la falsificazione e la manipolazione come mezzi per il raggiungimento di ben specifici obiettivi, la seconda nell’esporre le dinamiche di conquista e legittimazione del potere anche e soprattutto attraverso la creazione di complotti e di capri espiatori.
La storia, ha evidenziato Simeone in apertura, si muove su due binari, da un lato come res gestae, fatti accaduti in un determinato tempo e in un determinato luogo e dall’altro come storiografia, ossia esposizione e interpretazione dei fatti che in quanto tale è soggettiva. Le fonti, punto di partenza insostituibile, richiedono un’analisi rigorosa e per questo motivo la ricerca, per quanto spinta e guidata da un impulso iniziale soggettivo, non può invece non avanzare attraverso un procedimento oggettivo.
Simeone ha quindi proceduto ad illustrare alcuni esempi emblematici partendo dalla cosiddetta Donazione di Costantino, il documento su cui per secoli la Chiesa di Roma aveva fondato la legittimazione del proprio potere temporale in Occidente. Il documento ebbe nel filologo Lorenzo Valla il primo che ne contestò la veridicità sulla base di un’attenta analisi linguistica e su argomentazioni di tipo storico.
Altro esempio accuratamente descritto e analizzato è quello passato alla storia come il “Dispaccio di Ems”, un testo inviato dal re prussiano Guglielmo I di Hoenzollern al suo primo ministro Bismarck. Questi modificò il testo che fu poi reso pubblico: da una risposta precisa e netta, ma pur sempre diplomatica nei confronti della Francia di Napoleone III si passò ad «un drappo rosso sventolato davanti al toro gallico», come disse compiaciuto Bismarck ai suoi collaboratori. La reazione francese diede al primo ministro prussiano il pretesto per avere la guerra tanto agognata. I francesi furono sconfitti nel giro di neanche due mesi e Guglielmo I diventò il kaiser del nuovo impero germanico e Bismarck il suo famoso “Cancelliere di ferro”.
A seguire, invece, l’attenzione è stata posta sul cosiddetto testamento di Lenin, il documento nel quale il leader bolscevico affrontava i problemi organizzativi interni al partito soffermandosi in particolar modo sulle figure di Stalin e Trotski dei quali scriveva «il compagno Stalin, divenuto segretario generale, ha concentrato nelle sue mani un immenso potere, e io non sono sicuro che egli sappia servirsene sempre con sufficiente prudenza. D’altro canto, il compagno Trotski […] si distingue non solo per le sue eminenti capacità. Personalmente egli è forse il più capace tra i membri dell’attuale CC, ma ha anche una eccessiva sicurezza di sé e una tendenza eccessiva a considerare il lato puramente amministrativo dei problemi». Come riporta anche Luciano Canfora nel suo libro La storia falsa la vicenda del testamento è affascinante e complicata e si conclude con l’azione di manipolazione effettuata da Stalin che non cancellò le critiche di Lenin al suo carattere, ma evidenziò il non bolscevismo di Trotski in maniera tale da far pendere l’ago della bilancia del potere dalla sua parte.
L’analisi poi è caduta su uno dei massimi esempi di falsificazione della storia, ossia i Protocolli dei Savi di Sion, composti a Parigi dalla polizia zarista e pubblicati in Russia nel 1903, presentati come la trascrizione di incontri segreti di leader della comunità ebraica, al fine di dar vita ad una cospirazione per dominare il mondo. Già nel 1921 ci fu chi affermò la falsità dei Protocolli: Philipp Graves, giornalista del Times, provò la totale falsità dei Protocolli Dei Savi Di Sion spiegando come questi altro non fossero che un plagio di un libello dell’autore satirico francese Maurice Joly dal titolo Dialogo agli inferi tra Machiavelli e Montesquieu.
I Protocolli sono stati da sempre un mezzo di grande fascino e potenza per la diffusione dell’odio razziale nei confronti degli ebrei e pur avendone provato abbastanza presto la totale falsità hanno avuto una diffusione immensa. Il primo intervento della magistratura – ha ricordato Teresa Simeone – è datato 1935 quando a Berna, un tribunale elvetico si pronunciò contro il Partito dei Nazisti Svizzeri accusato di aver distribuito i Protocolli durante una manifestazione pro Nazismo. Walter Meyer, il giudice che presiedette il processo, definì i Protocolli “un cumulo di ridicole sciocchezze”. Bisognerà arrivare al 1993 per avere una seconda condanna, questa volta in Russia, dove i Protocolli vennero dichiarati un falso in un processo a Mosca contro Pamyat, organizzazione ultranazionalista russa che aveva pubblicato i Protocolli nel 1992. La “fortuna” dei Protocolli continua inalterata tutt’oggi e si manifesta nell’adozione del testo come libro scolastico in molti paesi arabi, nella creazione di serie televisive sull’argomento e su una vastissima proliferazione di siti e pagine internet sull’argomento.
Teresa Simenone ha sottolineato come qualunque tipo di argomentazione non possa far nulla contro tesi complottiste, fantasie e immaginazioni e che anzi il rischio è di essere trascinati nella loro rete, «più se ne parla e più assumono forza». Il cammino della ricerca storica e della scienza, ha proseguito, è pieno di errori, ma questi vengono registrati e servono per cambiare, per invertire la rotta, cercare altre direzioni. Ciò non accade, invece, nell’ambito sempre più caotico e fuori controllo della Rete che amplifica le falsità esponendo a facili populismi.
A tal proposito un ultimo sguardo è stato, infine, gettato sul piano Kalergi, un presunto progetto che mirerebbe ad incentivare l’immigrazione africana e asiatica in Europa al fine di rimpiazzarne le popolazioni autoctone. La teoria è stata elaborata dal negazionista austriaco Gerd Honsik (condannato dalla magistratura per avere pubblicamente negato la verità storica dell’Olocausto) che ha compiuto un’opera di selezione, rielaborazione e decontestualizzazione delle idee di Kalergi il quale, invece, proponeva unicamente un’unione confederata di Stati al fine di garantire pace, sovranità e difesa delle diverse culture in controtendenza rispetto agli ideali imperialistici e totalitari dell’epoca.
Infine Teresa Simeone, riportando la sentenza di Toqueville «la storia è una galleria di quadri dove ci sono pochi originali e molte copie», ha auspicato che ci siano sempre più storici che tramite passione e scienza possano aiutare a riconoscere gli originali attraverso un lavoro che sia rispettoso delle fonti e sia guidato unicamente da un desiderio di genuina conoscenza.

Il prossimo e ultimo incontro è previsto per venerdì 1 giugno alle 17.30 sempre presso la sede della Cgil di Benevento. Chiuderà questo primo ciclo di seminari Anpi il presidente dell’associazione Amerigo Ciervo con un intervento dal titolo Il Manifesto di Ventotene. Europa, federalismo, solidarietà.

di Dario Melillo

La Resistenza a scuola. L’Anpi con gli alunni dell’I.C.S. “Bosco Lucarelli”

24 aprile 2018

Copia di WhatsApp Image 2018-04-24 at 12.38.10

 

Il giorno 23 Aprile l’Officina Maria Penna e l’Anpi Benevento hanno incontrato i ragazzi di cinque terze medie della Scuola Secondaria di primo grado Bosco Lucarelli di Benevento. La festa del 25 Aprile è stata lo spunto per Dolores Morra ed Evelina Pignatiello per approfondire, con un approccio filosofico e dialogico, i valori fondanti della Resistenza e della lotta per la Liberazione, con particolare attenzione al Sud e alle donne. Per il secondo anno consecutivo, si è vissuto un momento di crescita civica e di civiltà, nello scambio reciproco di impressioni e nella consapevole, ma libera espressione dei propri punti di vista. Alimentare criticità e curiosità è il fine degli incontri con le scuole: i giovani studenti si sono mostrati coinvolti e sinceramente interessati. Questo riscontro è il motivo per continuare a divulgare e a ricercare perché nessuna memoria sia più “tradita”. Le classi si sono confrontate con le testimonianze storiche, con le foto dell’epoca, con documenti e scene da film di Risi, Loy e De Sica; ciascuno di loro si è poi immedesimato in uno dei protagonisti delle tante narrazioni e il risultato è stato incredibile. Il loro entusiasmo è antifascista, come la nostra Repubblica e la Costituzione italiana.
Un ringraziamento alla dirigente dell’Istituto Comprensivo “G.B.B.Lucarelli” dott.ssa Annamaria Morante per aver scelto di proseguire il lavoro intrapreso già lo scorso anno e alla prof.ssa Anna Rita Zagarese, nostra referente per l’organizzazione dell’incontro.

di Anpi Benevento

L’Officina “Maria Penna” incontra gli alunni dell’I.T.C. “Rampone”

24 aprile 2018

bruno neri

 

Nella giornata di giovedì 19 aprile sono ripresi gli incontri dell’Anpi Benevento con le scuole della città, al fine di divulgare i temi di Antifascismo, Resistenza, Costituzione e di salvaguardare la memoria di questi ultimi. Come in precedenza, il compito è stato affidato ai membri dell’Officina Maria Penna che, dallo scorso anno, in conformità con quanto espresso dal protocollo firmato dall’Anpi e dal Miur nel 2014, si sono impegnati a mettere a disposizione il patrimonio storico e culturale dell’Anpi stesso per una massima divulgazione.
Ilaria Vergineo e Corrado Tesauro, anche quest’anno, hanno svolto questo compito nelle scuole secondarie di II grado tenendo una lezione di circa due ore presso l’I.T.C. “Rampone” di Benevento. L’incontro è stato pensato ed elaborato in due parti: un quadro storico-culturale introduttivo delineato da Ilaria Vergineo ha fatto da cornice alla vita del partigiano Bruno Neri narrata da Corrado Tesauro.
Nella prima parte sono state descritte le condizioni socio-culturali che hanno preceduto l’avvento del nazi-fascismo con un riferimento diretto ed evidente alla condizione odierna e al pericoloso ritorno di una retorica fascista. Attraverso l’ausilio di testi come Il Fascismo Eterno di Umberto Eco, si è provato a spiegare ai circa 40 presenti, delle classi quarte e quinte, come il fascismo non sia frutto dell’estemporanea pazzia di un uomo, ma il risultato di una condizione storica ben precisa. Di conseguenza, esso rimane un seme sotto la neve, pronto a germogliare se il terreno è fecondo. Vi sono diverse avvisaglie di un ritorno al fascismo – sostiene Eco – e con gli studenti si è provato ad analizzarle per comprendere se alcuni di questi segnali fossero riscontrabili nella contemporaneità. Si è poi passati ad analizzare, quindi, il ruolo storico della Resistenza e della Costituzione, atta a salvaguardare i diritti fondamentali dell’uomo, barattati – durante la dittatura di Mussolini – con una presunta sicurezza.
Alla lezione è seguito un breve dibattito durante il quale i ragazzi hanno concordato con quanto detto, ma anche espresso perplessità e dubbi, chiedendosi se un simile discorso non fosse eccessivamente allarmante.
Il dibattito ha fatto da introduzione alla lezione di Corrado Tesauro che è entrato nella storia della Resistenza, utilizzando, a titolo esemplificativo, la vita del partigiano Bruno Neri (nome di battaglia Berni). Calciatore ed eccellenza nel Calcio degli anni ’30, consacrò l’ultima parte della sua giovane vita alla lotta contro il nazi-fascismo, cadendo a Gamogna nel luglio del 1944. Scopo della lezione è stato quello di avvicinare i ragazzi al mondo della Resistenza, lasciando cadere tutti gli aspetti agiografici e quasi sacrali che aleggiano attorno alle figure dei partigiani, ma umanizzando queste figure e rendendole estremamente vicine al nostro mondo. La figura di Neri, infatti, non solo è esemplificativa dal punto di vista politico, ma risulta essere ancor più affascinante visto il suo legame con il mondo del calcio italiano, la sua celebrità di giocatore della Nazionale, e quindi può facilmente risultare di maggiore attrattiva anche per i giovani.
Un ringraziamento, da parte dell’Anpi Benevento, alla dirigente Assunta Fiengo per averci dato l’occasione di incontrare le ragazze e i ragazzi del suo istituto e alla professoressa prof.ssa Alfonsina Mascia per l’organizzazione dell’incontro.

di Anpi Benevento