Dichiarazione della Presidente Carla Nespolo sull’esito delle elezioni svedesi

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Il partito “sovranista” di Svezia, pur non sfondando, ottiene un importante risultato. Si conferma così l’allarme da tempo lanciato dall’ANPI sulla crescente estensione di tali movimenti politici. Per quanto diversa sia la situazione attuale, non va mai dimenticata la sottovalutazione e la debolezza di tante forze democratiche davanti all’ascesa al potere di fascisti e nazisti nel 900. La via da percorrere per fermare l’espandersi di un fenomeno continentale che può minare alla radice i presupposti dell’UE è quella dell’unità degli antifascisti e della lotta per la difesa e il rinnovamento della democrazia. Antifascismo e democrazia sono le basi su cui è nata quell’unità europea che ha consentito mezzo secolo di pace. Ma è fondamentale un cambiamento radicale delle politiche economiche e sociali, dell’atteggiamento stesso dell’UE davanti ai problemi e ai bisogni dei popoli. Un decennio di austerità forzata e controproducente ha creato una rivolta delle coscienze ed una rottura dei legami fra i popoli e l’istituzione europea. Su questa base è sorto e si è sviluppato il consenso ai partiti “sovranisti”. Allarma che, nonostante l’evidenza dei fatti, l’UE si limiti a balbettii e sottovalutazioni, e si dimostri incapace di un’iniziativa che ponga al centro della sua attività il lavoro e la vita reale dei cittadini. È oramai urgentissima e indilazionabile una svolta risolutiva che faccia dell’UE un’unione di popoli, ed una rinnovata capacità di proposta politica e sociale dei partiti e dei movimenti che si ispirano al lavoro, alla pace, alla fratellanza.

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

10 settembre 2018

di Anpi Benevento

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Comunicato di solidarietà a Cosimo Maio

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L’Anpi di Benevento esprime con forza il proprio sentimento di vicinanza e di piena solidarietà nei confronti di Cosimo Maio del L@p Asilo31 sottoposto ad indagini preliminari accusato di aver violato l’art. 18 del T.U.L.P.S.
Riteniamo che sia doveroso stare dalla stessa parte con chi, come Cosimo, costantemente nella prassi quotidiana testimonia in maniera chiara e concreta l’impegno in favore di chiunque si trovi ad affrontare esperienze di emarginazione, di isolamento, di cancellazione dei diritti finanche di quelli fondamentali.
La manifestazione del 25 agosto di solidarietà per i migranti tenuti in ostaggio sulla nave Diciotti tenutasi nella nostra città si è unita idealmente e materialmente a quelle che si sono svolte in tutta Italia e che hanno evidenziato una volta di più la necessità di un fronte comune che prima di ogni altra disposizione giuridico-politica ritrovi in principi etici le basi per una lotta contro ogni forma di fascismo e di razzismo perché nessun uomo è illegale e nessun’azione in difesa dei più deboli può essere considerata illegale.

di Anpi Benevento

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Una maglietta rossa – Flash mob di solidarietà

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“Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità”. È questo l’appello che l’associazione Libera ha lanciato a livello nazionale, insieme ad Anpi, Arci e Legambiente, per la solidarietà e umanità con l’invito a indossare sabato 7 luglio un indumento rosso.
Nell’ambito di questo appello il coordinamento di Libera a Benevento ha organizzato, con Anpi e Arci, un Flash Mob alle ore 18:00 presso i semafori del Ponte Calore.
La scelta di questo luogo nasce perché è allo scattare del colore rosso che spesso i fratelli migranti si avvicinano a noi, ma è altrettanto vero che molte volte scatta anche la nostra indifferenza. Di fronte al colore rosso del semaforo, quando la legge della strada ci impone di fermarci, sabato ci fermeremo anche per dire basta a vittime innocenti del mare e per essere tutti più umani!
Scegliamo di stare sul ponte storico della nostra Città per gridare a tutti che vogliamo provare a costruire Ponti e non muri.
Lo faremo con la maglietta rossa, quella che le mamme indossano ai propri figli prima dì imbarcarsi per renderli visibili in caso di pericolo.
Inoltre nella stessa giornata ci saranno anche altre iniziative in collaborazione con il Coordinamento di Libera a Benevento: a Cerreto Sannita a cura del nascente Presidio di Libera; a Baselice presso il Pub NOSLOT ” Palazzo dei Baroni “; il gruppo musicale Fusione suonerà indossando la maglietta rossa.
Invitiamo, dunque, tutti a prendere parte a questa iniziativa e a rilanciare sui social network la partecipazione con la maglietta rossa attraverso l’hashtag #mettiamocineiloropanni.

di Arci Comitato di Benevento
    Coordinamento di Libera Benevento
    Anpi Benevento

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Comunicato ANPI sull’ingiunzione di chiusura del centro È più bello insieme

è più bello insieme

L’Anpi di Benevento avverte forte il dovere di esprimere la propria vicinanza e solidarietà al Centro Sociale Polifunzionale per Disabili È più bello insieme che da tanti anni svolge nella nostra città una funzione e un ruolo fondamentale nel sostegno alle fragilità diffuse, alle vite di tante persone e delle loro famiglie.
Il resoconto della situazione e il suo evolversi dall’inizio dell’anno fino all’ingiunzione di chiusura al 30 giugno sono stati ben descritti da Angelo Moretti: non ci sembra, davvero, esistano motivi, di nessuna natura, che possano condurre alla chiusura del centro.
In questi casi vorremmo che forte si alzasse la voce della politica e che non si lasciasse la soluzione del problema esclusivamente nelle mani della burocrazia, dei dirigenti e dei tecnici comunali.
Quand’anche dovessero emergere delle difficoltà e delle criticità – il contestato utilizzo sine titulo dell’immobile in via Firenze a cui il centro ha risposto dichiarandosi disponibile a un contratto di fitto – siamo fermamente convinti che la tutela della persona, il suo diritto all’assistenza, alla cura, allo svolgimento di una vita dignitosa e serena debbano prevalere su ogni altra logica, in primis quella economica.
Siamo altresì convinti che l’annunciato incontro tra i responsabili del centro e l’amministrazione comunale potrà essere foriero di belle e rassicuranti notizie.
Il centro È più bello insieme deve restare aperto, deve continuare ad operare nel fondamentale campo della tutela e della salvaguardia dei diritti, soprattutto dei più deboli e dei più fragili.
L’Anpi di Benevento non può, per questi motivi, non essere al suo fianco.

di Anpi Benevento

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Alcune note a margine dell’Officina Maria Penna sulla nostra associazione

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L’Anpi è scuola di antifascismo ideale, morale e militante. I maestri che abbiamo avuto la fortuna di incontrare nella nostra esperienza di simpatizzanti e di tesserati all’interno dell’Anpi di Benevento ci hanno trasmesso valori alti e profondi, mostrato esempi significativi, non da ultimo ci hanno insegnato che “a problemi politici … risposte politiche (pur sempre, non definitive) … a provocazioni abnormi … la impossibilità di interlocuzione e di confronto”.
Tale è anche la nostra convinzione a tal punto che questo documento non si caratterizza propriamente come una risposta alle esternazioni espresse con una lettera aperta rivolta al nostro presidente e pubblicata sulla Gazzetta di Benevento on line sabato 23 giugno.
Questa situazione la vogliamo cogliere come un’opportunità, una possibilità, un’occasione per comunicare la nostra presenza attiva, consapevole, militante nei luoghi dove riteniamo dobbiamo essere, dove abbiamo scelto di esprimere la nostra prassi antifascista.
L’Officina di Studi storico-politici Maria Penna è un luogo di studio – serio, appassionato, collettivo – ed è formata da giovani studiosi che non solo hanno trovato nell’Anpi uno spazio aperto, plurale e inclusivo, ma hanno intravisto la possibilità per una prassi coerente con le proprie posizioni e le proprie convinzioni.
È nata il 10 giugno del 2016 da un’idea e per volontà di Amerigo Ciervo da poco – all’epoca – diventato presidente raccogliendo la preziosa e sapiente eredità di Tonino Conte.
Da quel giorno, tra difficoltà e ostacoli, è partita un’avventura che ci ha visti presenti, partecipi e attivi in quello che consideriamo essere il nodo cruciale della battaglia antifascista, la cultura.
La cultura, il sapere, la conoscenza non hanno luoghi esclusivi, non si trovano e manifestano in confini limitati, in riserve protette, ma è pur vero che cultura, sapere e conoscenza hanno nella scuola il loro centro nevralgico per la formazione e la crescita di soggettività libere e autonome.
Per questo il nostro impegno è stato in primo luogo quello di “offrire alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado un sostegno alla formazione storica, dalla documentazione alla ricerca, per lo sviluppo di un modello di cittadinanza attiva”, come sancito dall’accordo tra Miur e Anpi nazionale del 2014 e rinnovato nel 2017.
Abbiamo incontrato, negli ultimi due anni scolastici, studentesse e studenti di scuole di ogni ordine e grado della città e della provincia ascoltando le loro voci, le loro idee, le loro riflessioni, entrando insieme nelle storie di donne e uomini accomunati dalla lotta di Liberazione in vista di un paese libero, democratico, giusto.
Parallelamente abbiamo organizzato e curato un ciclo di seminari aperto a tutti che, partito nel mese di novembre dello scorso anno, si è concluso ad inizio giugno.
Questi seminari sono stati occasione di studio e di confronto per tutti coloro che hanno ritenuto – e tutt’ora ritengono – un impegno fondamentale ritornare ad approfondire, con serietà e con rigore, tematiche e prospettive storico-politico-filosofiche utili per provare a comprendere la complessità dei nostri tempi.
Noi, membri dell’Officina, abbiamo preso parte ai seminari, ognuno di noi seguendo un proprio filone di ricerca, mettendo al centro il proprio interesse, la personalissima matrice culturale.
Storia, politica, arte, letteratura, filosofia: lenti diverse per rileggere il passato e scrutare i segni del presente e del futuro. Non sono stati incontri con presenze oceaniche – eravamo e siamo consapevoli del terreno irto di difficoltà e ostacoli che ci aspetta – ma momenti nei quali in maniera raccolta, seria e attenta abbiamo cercato di fare quello che il nostro presidente – quello che non ha capito “ la direzione in cui da anni spira il vento” – aveva già evidenziato “vigilare democraticamente, come si diceva una volta, e convincere le persone, giovani e meno giovani, a prendere (o a riprendere) in mano libri di storia, partecipare a seminari di studi, rivedersi un po’ di film […] ritornando a essere “partigiani”, cioè stando dalla parte della libertà, della dignità, della democrazia, dell’uguaglianza. In breve, dalla parte della Costituzione. Ora è il tempo. Gingillarsi e cincischiare potrebbe essere pericoloso”.
Poiché riteniamo che questo monito abbia ancora – e forse di più – valore in questo nostro tempo presente continueremo con le nostre forze e le nostre capacità a sottolineare il rapporto tra memoria della lotta di Liberazione e resistenza alla barbarie attuale, tra antifascismo come ideale e antifascismo come lotta contro tutte le violenze, contro tutte le discriminazioni.
Proseguiremo sulla strada che abbiamo tracciato, continueremo ad entrare nelle scuole, ad incontrare le giovani e le giovanissime generazioni, a discutere e a confrontarci con chi ritiene che insieme si possa tornare a far risplendere la luce della ragione anche in questi tempi bui.

Benevento, 26/giugno/2018                   Officina di Studi storico-politici Maria Penna
                                                          Mariavittoria Albini, Lorenzo Covino,
                                                          Dario Melillo, Dolores Morra, Evelina Pignatiello,
                                                          Corrado Tesauro, Ilaria Vergineo                    
                                                                                                                   
                                                                                                                   
                                                                                                                   
                                                                                                                  

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Documento Cgil Bn di condanna degli attacchi rivolti all’Anpi

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GRAZIE, ANPI!

Vicinanza all’Associazione Partigiani di Benevento, fatta oggetto di incomprensibili pesanti attacchi.

Non condividiamo le critiche rivolte all’ANPI di Benevento con una lettera aperta pubblicata sulla Gazzetta di Benevento on line sabato 23 giugno.
Al di là della legittimità dell’analisi avanzata – che può o non può essere condivisa – non ci convince la “facilità” delle conclusioni.
Le troviamo ingiuste (ed offensive), in considerazione del lavoro che la dirigenza dell’ANPI di Benevento ha svolto negli ultimi anni, a cominciare dalla sua costituzione e dall’essersi imposta come baluardo in difesa dei valori antifascisti della nostra Costituzione anche nel Sannio. Lavoro nelle piazze, seminari, dibattiti, interventi nelle scuole, che lo si deve principalmente all’opera svolta, come presidenti dell’Associazione, prima da Tonino Conte e, successivamente, da Americo Ciervo, che ne ha raccolto il testimone con entusiasmo, abnegazione e competenza.
Attacco, quindi, ingiusto, ingiustificato, incomprensibile in considerazione del lavoro dell’ANPI e del ruolo che svolge Americo, limpida figura democratica e di elevato impegno civico, in tutti i campi in cui interviene.
Ovviamente, nei limiti di una corretta e rispettosa dialettica (quando c’è), si può discutere di tutto, anche criticando con asprezza. Bisogna sapere, però, che quel pesante attacco all’ANPI e alla sua dirigenza è rischiosissimo. Lo è perché è diretto contro una delle non tante Organizzazioni che, avvertendo la pericolosità di estremistici ambienti di
destra, ma anche delle politiche che stanno fomentando razzismi, xenofobie,fascismi, è impegnata a porre argine a quella deriva.
Siamo contrari a facili equiparazioni, ma non possiamo tacere che indebolire le Associazioni democratiche, additare l’ANPI come incapace ad impedire la rinascita del fascismo e accusarla di fallimento della sua missione, fino a
chiederne l’azzeramento del gruppo dirigente e la rifondazione, sventolando la bandiera del tradimento del suo presidente (sic!, una sorta di impeachment?), indebolisce oggettivamente il fronte antifascista. La storia è ricca di tali episodi che hanno finito per favorire proprio chi volevano combattere. Perciò sono necessari molta cautela e anche il saper misurare le parole che si adoperano.
Noi pensiamo che l’ANPI debba, al contrario, essere rafforzata, sostenendo la sua azione, in quanto, diversamente da quanto si sostiene, è una medicina ancora utile e necessaria per sconfiggere i fascismi. La CGIL di Benevento è
impegnata a favorirne il proselitismo, a cominciare dall’iscrizione o rinnovo tessera del suo gruppo dirigente.

Infine, non ci convince nemmeno il metodo usato, che è quello – oggi molto di moda – di lanciare accuse senza l’onere della dimostrazione e dell’argomentazione; la legittimità delle accuse sta nelle stesse accuse: ti attacco, quindi, sono vere le mie tesi contro di te. E si imbastisce la lezione!
Una “semplicità” ed una immediatezza del linguaggio che non aiuta la discussione e che è improntata ad una visione manichea della realtà (da una parte i bravi, dall’altra i cattivi!) che salta la difficile opera dell’approfondimento, mediazione, ragionamento, condivisione. Metodo, diciamo da “social”, che ormai ha invaso le nostre vite e che ha bisogno di individuare continuamente un nemico da dare in pasto alla moltitudine.
Anche su questo versante continuiamo ad avere bisogno dell’Associazione dei Partigiani, alla quale va il nostro grazie!

Caro Presidente, ti esprimiamo tutta la nostra solidarietà, confermandoti la nostra stima per la tua persona.

Continua con il tuo prezioso lavoro di cui abbiamo sempre più bisogno,
carissimo compagno Americo.

Benevento, 24 giugno 2018 – Prot. 018/2018/Org

SEGRETERIA CGIL BN

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Manifestazione CGIL CISL UIL

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Il Comitato provinciale Anpi di Benevento aderisce alla manifestazione di giovedì 14 alle ore 10:00 presso la prefettura di Benevento indetta dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil per chiedere l’apertura di tutti i porti italiani.
Qui di seguito il comunicato ufficiale.

“CGIL CISL UIL BENEVENTO
Giovedì 14 ore 10 in piazza per continuare ad essere umani! Appuntamento presso la Prefettura di Benevento

APPELLO

#maipiurazzismi
#maipiufascismi

CGIL, CISL e UIL fanno appello a tutte le forze democratiche della nostra Provincia a partecipare il giorno 14 giugno p.v. alle ore 10 sotto la prefettura di Benevento per chiedere l’apertura di tutti i porti Italiani.

Si tratta di non perdere i nostri valori fondanti che sono ideali di giustizia sociale, di dignità, di libertà, di rispetto per ogni vita umana, indipendentemente dal colore della pelle, del credo, della cultura, non possiamo voltarci dall’altra parte.

Sono mesi che si sta alimentando un forte odio verso i più deboli, in questo caso, i migranti, alimentando un clima di paura, xenofobia e razzismo.

Siamo Sanniti, un popolo orgoglioso e solidale, che ha sempre accolto, che non ha avuto paura di contaminarsi, di colorarsi, di mescolare culture, usi e costumi.

Siamo la più piccola Provincia della Campania, del Sud, quel SUD che l’altra sera attraverso i Sindaci di Napoli, Reggio Calabria, Messina e Palermo ha gridato APRIAMO I PORTI, quel Sud che nonostante le mille difficoltà, la fame di lavoro e di diritti, ha fatto prevalere la sua più grande ricchezza, un Cuore immenso.
Aprite i porti a quei bimbi, neonati e donne incinte, sono nostri fratelli e nostre sorelle, sfidando questo Governo fascio-leghista.

Sono donne, uomini e bambini che meritano di avere una speranza, quella di ricostruire il proprio futuro fatto non più di guerre, di carestie, di fame.
…Perchè ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto…i giusti gli risponderanno “Signore quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare o assetato ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto ad uno solo dei miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me” Matteo…non Salvini…
ALZIAMO LA VOCE ED INSIEME GRIDIAMO
#apriteiporti
CGIL CISL UIL”

di Anpi Benevento

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Manifestazione “Pubblica è l’acqua”

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Il Comitato provinciale Anpi di Benevento aderisce alla manifestazione del prossimo 15 giugno alle ore 18:00 a piazza Castello.

di Anpi Benevento

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Ultimo appuntamento con i seminari Anpi

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Nel salone “Di Vittorio” della Cgil di Benevento l’ultimo appuntamento del primo ciclo di seminari Anpi promossi e organizzati dall’Officina di Studi storico-politici “Maria Penna”.
Venerdì 01 giugno alle ore 17.30 Amerigo Ciervo, presidente del comitato provinciale, terrà un intervento dal titolo Il Manifesto di Ventotene. Europa, federalismo, solidarietà.

di Anpi Benevento

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Seminari Anpi: Teresa Simeone su vecchi e nuovi revisionismi

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Venerdì 18 maggio alle ore 17.30 ha avuto luogo il penultimo seminario Anpi organizzato e curato dall’Officina di Studi storico-politici Maria Penna. A parlare, nel salone Di Vittorio della Cgil di Benevento, Teresa Simeone che ha concentrato l’attenzione su Vecchi revisionismi, negazionismi e post-verità nell’epoca dei social.
L’intervento ha coniugato precisione e chiarezza: la prima nella ricostruzione di alcuni esempi che nel corso della storia hanno visto la falsificazione e la manipolazione come mezzi per il raggiungimento di ben specifici obiettivi, la seconda nell’esporre le dinamiche di conquista e legittimazione del potere anche e soprattutto attraverso la creazione di complotti e di capri espiatori.
La storia, ha evidenziato Simeone in apertura, si muove su due binari, da un lato come res gestae, fatti accaduti in un determinato tempo e in un determinato luogo e dall’altro come storiografia, ossia esposizione e interpretazione dei fatti che in quanto tale è soggettiva. Le fonti, punto di partenza insostituibile, richiedono un’analisi rigorosa e per questo motivo la ricerca, per quanto spinta e guidata da un impulso iniziale soggettivo, non può invece non avanzare attraverso un procedimento oggettivo.
Simeone ha quindi proceduto ad illustrare alcuni esempi emblematici partendo dalla cosiddetta Donazione di Costantino, il documento su cui per secoli la Chiesa di Roma aveva fondato la legittimazione del proprio potere temporale in Occidente. Il documento ebbe nel filologo Lorenzo Valla il primo che ne contestò la veridicità sulla base di un’attenta analisi linguistica e su argomentazioni di tipo storico.
Altro esempio accuratamente descritto e analizzato è quello passato alla storia come il “Dispaccio di Ems”, un testo inviato dal re prussiano Guglielmo I di Hoenzollern al suo primo ministro Bismarck. Questi modificò il testo che fu poi reso pubblico: da una risposta precisa e netta, ma pur sempre diplomatica nei confronti della Francia di Napoleone III si passò ad «un drappo rosso sventolato davanti al toro gallico», come disse compiaciuto Bismarck ai suoi collaboratori. La reazione francese diede al primo ministro prussiano il pretesto per avere la guerra tanto agognata. I francesi furono sconfitti nel giro di neanche due mesi e Guglielmo I diventò il kaiser del nuovo impero germanico e Bismarck il suo famoso “Cancelliere di ferro”.
A seguire, invece, l’attenzione è stata posta sul cosiddetto testamento di Lenin, il documento nel quale il leader bolscevico affrontava i problemi organizzativi interni al partito soffermandosi in particolar modo sulle figure di Stalin e Trotski dei quali scriveva «il compagno Stalin, divenuto segretario generale, ha concentrato nelle sue mani un immenso potere, e io non sono sicuro che egli sappia servirsene sempre con sufficiente prudenza. D’altro canto, il compagno Trotski […] si distingue non solo per le sue eminenti capacità. Personalmente egli è forse il più capace tra i membri dell’attuale CC, ma ha anche una eccessiva sicurezza di sé e una tendenza eccessiva a considerare il lato puramente amministrativo dei problemi». Come riporta anche Luciano Canfora nel suo libro La storia falsa la vicenda del testamento è affascinante e complicata e si conclude con l’azione di manipolazione effettuata da Stalin che non cancellò le critiche di Lenin al suo carattere, ma evidenziò il non bolscevismo di Trotski in maniera tale da far pendere l’ago della bilancia del potere dalla sua parte.
L’analisi poi è caduta su uno dei massimi esempi di falsificazione della storia, ossia i Protocolli dei Savi di Sion, composti a Parigi dalla polizia zarista e pubblicati in Russia nel 1903, presentati come la trascrizione di incontri segreti di leader della comunità ebraica, al fine di dar vita ad una cospirazione per dominare il mondo. Già nel 1921 ci fu chi affermò la falsità dei Protocolli: Philipp Graves, giornalista del Times, provò la totale falsità dei Protocolli Dei Savi Di Sion spiegando come questi altro non fossero che un plagio di un libello dell’autore satirico francese Maurice Joly dal titolo Dialogo agli inferi tra Machiavelli e Montesquieu.
I Protocolli sono stati da sempre un mezzo di grande fascino e potenza per la diffusione dell’odio razziale nei confronti degli ebrei e pur avendone provato abbastanza presto la totale falsità hanno avuto una diffusione immensa. Il primo intervento della magistratura – ha ricordato Teresa Simeone – è datato 1935 quando a Berna, un tribunale elvetico si pronunciò contro il Partito dei Nazisti Svizzeri accusato di aver distribuito i Protocolli durante una manifestazione pro Nazismo. Walter Meyer, il giudice che presiedette il processo, definì i Protocolli “un cumulo di ridicole sciocchezze”. Bisognerà arrivare al 1993 per avere una seconda condanna, questa volta in Russia, dove i Protocolli vennero dichiarati un falso in un processo a Mosca contro Pamyat, organizzazione ultranazionalista russa che aveva pubblicato i Protocolli nel 1992. La “fortuna” dei Protocolli continua inalterata tutt’oggi e si manifesta nell’adozione del testo come libro scolastico in molti paesi arabi, nella creazione di serie televisive sull’argomento e su una vastissima proliferazione di siti e pagine internet sull’argomento.
Teresa Simenone ha sottolineato come qualunque tipo di argomentazione non possa far nulla contro tesi complottiste, fantasie e immaginazioni e che anzi il rischio è di essere trascinati nella loro rete, «più se ne parla e più assumono forza». Il cammino della ricerca storica e della scienza, ha proseguito, è pieno di errori, ma questi vengono registrati e servono per cambiare, per invertire la rotta, cercare altre direzioni. Ciò non accade, invece, nell’ambito sempre più caotico e fuori controllo della Rete che amplifica le falsità esponendo a facili populismi.
A tal proposito un ultimo sguardo è stato, infine, gettato sul piano Kalergi, un presunto progetto che mirerebbe ad incentivare l’immigrazione africana e asiatica in Europa al fine di rimpiazzarne le popolazioni autoctone. La teoria è stata elaborata dal negazionista austriaco Gerd Honsik (condannato dalla magistratura per avere pubblicamente negato la verità storica dell’Olocausto) che ha compiuto un’opera di selezione, rielaborazione e decontestualizzazione delle idee di Kalergi il quale, invece, proponeva unicamente un’unione confederata di Stati al fine di garantire pace, sovranità e difesa delle diverse culture in controtendenza rispetto agli ideali imperialistici e totalitari dell’epoca.
Infine Teresa Simeone, riportando la sentenza di Toqueville «la storia è una galleria di quadri dove ci sono pochi originali e molte copie», ha auspicato che ci siano sempre più storici che tramite passione e scienza possano aiutare a riconoscere gli originali attraverso un lavoro che sia rispettoso delle fonti e sia guidato unicamente da un desiderio di genuina conoscenza.

Il prossimo e ultimo incontro è previsto per venerdì 1 giugno alle 17.30 sempre presso la sede della Cgil di Benevento. Chiuderà questo primo ciclo di seminari Anpi il presidente dell’associazione Amerigo Ciervo con un intervento dal titolo Il Manifesto di Ventotene. Europa, federalismo, solidarietà.

di Dario Melillo

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