Archivio per ‘25 Aprile’ categoria

Il commento del presidente Ciervo sul 25 aprile

27 aprile 2020

WhatsApp Image 2020-04-27 at 17.24.53

È stato un 25 aprile sofferto, un po’ triste, sicuramente diverso a causa delle condizioni determinate dalla diffusione del virus e a causa delle forme e degli strumenti che abbiamo dovuto utilizzare per comunicare e condividere i nostri valori e le nostre idee. Ma è stato un 25 aprile esaltante e partecipato, quello del 75° anniversario della Liberazione. Siamo stati lontani ma uniti, tutte e tutti, a ricordare e a difendere le ragioni della Resistenza e i valori della Costituzione.
Emozionante è stato l’atto simbolico, che l’ANPI ha fortemente voluto, presso la rotonda “Maria Penna”, con la partecipazione del sindaco di Benevento, Clemente Mastella, che ringraziamo per aver aderito alla nostra richiesta. S’è davvero dimostrata vincente l’indicazione della direzione nazionale: la presenza delle istituzioni è la chiara, consolidata formalizzazione – è bene non dimenticarlo mai – che il 25 aprile, snodo fondamentale della storia italiana, è davvero la festa di tutte e di tutti. Restituiamo al mittente le ragioni addotte dai nostri connazionali che in tale festa non riescono ancora a riconoscersi. Non disperiamo che un giorno possa accadere.
E vincente s’è rivelata anche la scelta della nostra ANPI che, per un’occasione simile, ha scelto di dare corpo e voce a chiunque volesse onorare al meglio, ognuno secondo la propria sensibilità, il 25 aprile, sotto la parola d’ordine #LaResistenzaUnTempoCheDura.
Vorrei, per ringraziare, poter stringere in un abbraccio tutti coloro che hanno riempito con i loro contributi – fotografie, disegni, canti, poesie, brani, racconti, lettere, testimonianze, riflessioni – la nostra pagina FB. Tutto sarà conservato nell’archivio informatico, ma, soprattutto, tutto sarà conservato nella nostra memoria collettiva. L’arduo compito che ci attende, da subito, è ora quello di far lievitare, con l’impegno, con lo studio, con il rigore delle nostre scelte, con la trasparenza e con la limpidezza delle nostre posizioni, lo straordinario patrimonio di partecipazione e di creatività di questo 25 aprile testé trascorso, il 25 aprile del tempo della pandemia.

Amerigo Ciervo
Presidente provinciale ANPI di Benevento

Il commento del presidente Ciervo sul 25 aprile

26 aprile 2019

58591315_2394655030559402_6233026277062737920_n


Il 25 aprile 2019 a Benevento: una bella giornata di libertà e di democrazia

È stata una bella giornata di libertà e di democrazia quella che ieri, insieme, abbiamo vissuto per ricordare e festeggiare la Resistenza al nazifascismo e il suo valore fondante per la Repubblica e per la Costituzione.
Il 25 aprile è il giorno in cui tutte le italiane e tutti gli italiani, che si riconoscono in quelle vicende e in quei principi, si ritrovano per riaffermare la valenza imprescindibile del giuramento fondamentale di una patria rinnovata con le idee-guida della carta costituzionale (libertà, democrazia, uguaglianza sostanziale e non meramente formale, pace, antifascismo) che sono agli antipodi dei disvalori del vecchio e nuovo fascismo.
Tale era la volontà dell’ANPI che, per statuto e missione, ha il dovere etico e politico di conservare la memoria dei combattenti per la libertà e la dignità dell’Italia e difendere i principi costituzionali e tale è stato lo spirito che ha animato la manifestazione 2019, ancora una volta guidata dal nostro grande partigiano combattente, Giuseppe Crocco, “Caramba”. Ciò è stato reso possibile dalla presenza di taluni rappresentanti istituzionali ufficiali (comune di Benevento, comune di Apice), di esponenti politici presenti, a vario titolo, nelle istituzioni, di partiti politici, dei sindacati, delle associazioni, dei movimenti: una presenza plurale con la quale ogni forza ha innervato la propria sensibilità politico-culturale nella riaffermazione dell’insostituibilità del più significativo anniversario della nostra storia repubblicana.
È ciò che si definisce “religione civile”, senza la quale un paese non può né potrà costruire nulla. Per questa bella prova di civiltà democratica, l’ANPI di Benevento ringrazia tutte le partecipanti e tutti i partecipanti, le istituzioni, i partiti, i sindacati, le associazioni e i movimenti presenti. L’ANPI ringrazia poi tutti gli organi di informazione (giornali, tv, siti) per l’attenzione riservata.
Non è possibile, in conclusione, non rimarcare l’assenza, alla festa del 25 aprile, dell’intera deputazione sannita. Rappresentando, grazie alla Costituzione nata dalla Resistenza, le cittadine e i cittadini di questa provincia nel più alto consesso legislativo della Repubblica, ci sembra doveroso far notare quanto discutibile sia, non solo politicamente ma anche moralmente sbagliata, la scelta di non presenziare alla manifestazione che, prima di ogni altra finalità, vuole tenere vivo il ricordo, soprattutto a vantaggio delle giovani generazioni, di chi ha sacrificato la propria vita perché altre e altri, in seguito, potessero, liberamente e democraticamente, diventare deputati e senatori. I quali, per una serie di motivazioni, dovrebbero essere i primi (o le prime) ad essere presenti.

Il Comitato provinciale dell’ANPI di Benevento

Il docu-film Terra Bruciata al Multisala Gaveli

4 maggio 2018

Questa sera alle 20.30 presso il cinema Multisala Gaveli alla Contrada Piano Cappelle sarà proiettato il film documentario Terra Bruciata – Scorched Earth che ricostruisce le violenze naziste nel territorio dell’Alto-Casertano perpetrate all’indomani dell’8 settembre, contrastate da molteplici episodi di resistenza e ribellione da parte delle popolazioni locali.
Il film è una produzione Mediacontents production ed è stato realizzato con il contributo di Comunità Montane Monte Santa Croce e dei comuni di Pietravairano, Teano, Acerra, Presenzano, Caiazzo, Vairano Patenora, Riardo, Tora e Piccilli, Marzano Appio, di EPT Caserta e di Michela Acquaro.
Distribuito dall’Istituto Luce Cinecittà, il film è uscito nelle sale in occasione della Festa della Liberazione 2018 e continua il suo tour per i cinema di tutta Italia riscuotendo un grandissimo successo di pubblico e di critica.

Come Anpi Benevento siamo felici che la nostra città possa ospitare questo importantissimo lavoro che intrecciando materiali dell’archivio storico dell’Istituto Luce con interviste a testimoni dell’epoca e ad alcune suggestive ricostruzioni di fiction pone al centro della narrazione la liberazione di Riardo dove un gruppo di partigiani riuscì a scacciare i nazisti dal paese; il salvataggio da parte degli abitanti di Tora e Piccilli di una cinquantina di ebrei lì nascosti, ma soprattutto il feroce eccidio del primo novembre 1943 avventuto a Conca della Campania, dove 19 civili furono trucidati dai militari tedeschi e dove Graziella Di Gasparro, figlia di uno dei caduti, lotta da anni per tener viva quella strage dimenticata.

La serata sarà impreziosita dalla presenza in sala del regista e di parte del cast.
Vi aspettiamo numerosi.

 

di Anpi Benevento

 

Il nostro week end per “Mai Più Fascismi”

17 aprile 2018

20180415_112647

Il week end appena trascorso ha visto le associazioni che aderiscono all’appello Mai più fascismi scendere in strada per incontrare le beneventane e i beneventani.
Due gazebo sono stati installati al Corso Garibaldi e a Piazza Risorgimento sabato 14 e domenica 15 per raccogliere le firme e per dare informazioni #VersoIl25Aprile.
Un nuovo gazebo sarà presente al Corso Garibaldi domenica 22 aprile dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21.

di Anpi Benevento

#VersoIl25Aprile banchetti raccolta firme in città

12 aprile 2018

volantino_versoil25aprile

In vista del 25 aprile le associazioni cittadine che aderiscono all’appello nazionale “Mai più fascismi” scendono in strada per per una serie di incontri con la cittadinanza.
Un banchetto sarà presente in queste date:
– sabato 14 aprile dalle 19 alle 22 al Corso Garibaldi nei pressi del Museo Arcos
– domenica 15 aprile dalle 10 alle 13 a piazza Risorgimento nei pressi del palazzo ex-Inail
– domenica 22 aprile dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21 al Corso Garibaldi nei pressi del Museo Arcos.

Al banchetto sarà possibile, per chi non lo avesse già fatto, sottoscrivere l’appello Mai più fascismi (è indispensabile avere con sé un documento di riconoscimento) ed essere informato sulle iniziative che le sigle organizzatrici intendono portare avanti per il 25 aprile.

di ANPI BENEVENTO

Il manifesto nazionale ANPI per la Festa della Liberazione

11 aprile 2018

25-aprile-manifesto-nazionale

Incontri con le scuole: l’Officina Maria Penna a Guardia Sanframondi

27 marzo 2018

incontro_scuola media_guardia_01

 

Il giorno 26 marzo l’Officina di Studi storico-politici “Maria Penna” e l’Anpi Sannio hanno incontrato i ragazzi di quattro prime medie dell’Istituto Comprensivo “A. De Blasio” di Guardia Sanframondi per parlare di Resistenza e dei valori della Costituzione italiana. L’esperienza si è rivelata costruttiva e feconda. I giovanissimi studenti, infatti, hanno mostrato una sincera attenzione ai temi trattati, intervenendo con curiosità nel dibattito. Le loro domande e le riflessioni schiette e spontanee mostrano che il lavoro nelle scuole è molto prezioso: solo affrontando, infatti, con criticità il passato possiamo seminare curiosità e impegno, semi di una cittadinanza veramente attiva. I loro appunti in grassetto e l’emozione negli occhi nel vedere scene toccanti dal film di Giorgio Diritti, L’uomo che verrà che racconta Marzabotto, sono lo spunto per continuare e non fermarci.
I prossimi incontri si terranno al Rampone e alla Scuola Media Bosco Lucarelli a Benevento, mentre proseguiranno a Guardia con la scuola primaria.

di ANPI BENEVENTO

Comunicato stampa

20 marzo 2018

Mai-più-Fascismi-Mai-più-Razzismi

Il testo del comunicato elaborato da alcune delle sigle della nostra provincia che aderiscono all’appello nazionale “Mai più fascismi” rivolto a tutte le istituzioni democratiche del nostro Paese.

 

Le associazioni cittadine che aderiscono al documento nazionale “Mai più fascismi”, nel constatare i tentativi sempre più palesi e persistenti di diffondere i virus della violenza, del razzismo, del sessismo, del fascismo, ritengono indispensabile e non più rinviabile un’unione forte e decisa di tutte le realtà che considerano necessario ricostruire un tessuto etico e culturale per la nostra città.
Gli eventi verificatisi nel nostro territorio sono sotto gli occhi di tutti; le violenze razziste e le provocazioni neofasciste devono ricevere una risposta chiara, netta, ferma da parte di tutti coloro che, mossi dai principi e dai valori costituzionali, pensano che Benevento debba essere città di accoglienza, solidarietà, generosità e umanità.
Per questi motivi tutte le associazioni e le realtà cittadine e provinciali sono decise a mettere in atto una serie di azioni e prassi comuni per incidere effettivamente nel tessuto comunitario.
Nei prossimi giorni, dunque, avranno luogo delle riunioni e delle assemblee per:
– stabilire modalità e tempi per dare vita a confronti pubblici e aperti sulla necessità per la nostra città di avere una delibera comunale che, come già accade in altri territori, impedisca l’uso degli spazi pubblici per organizzazioni di stampo razzista e fascista contrarie ai principi della nostra Costituzione;
– promuovere una raccolta più capillare e decisa delle firme per l’appello “Mai più fascismi” e la possibilità di punti di incontro nei vari quartieri della nostra città per un confronto immediato e reale con la popolazione;
– organizzare una serie di dibattiti e incontri di preparazione al 25 Aprile;
– discutere delle modalità e di tutte le esigenze materiali e operative per organizzare la giornata del 25 Aprile per dare ancor più visibilità all’anima antifascista della nostra città e della nostra provincia.

ACLI – ANPI – ARCI – CGIL – LIBERA – LIBERI E UGUALI – PARTITO DEMOCRATICO – SINISTRA ITALIANA – UISP

 

Campagna tesseramento 2018

22 gennaio 2018

ESE MANIFESTO TESSERAMENTO WEB

Il 4 febbraio prossimo, domenica  – dalle 10 alle 13 a corso Garibaldi, nei pressi del Palazzo del governo – parteciperemo alla  giornata nazionale del Tesseramento 2018 e raccoglieremo le firme di adesione  al documento “Mai più fascismi”.

Intervento del Presidente Ciervo, 25 Aprile 2017

25 aprile 2017

Care concittadine e cari concittadini,

Care amiche e cari amici,

care compagne e cari compagni,

Il 25 aprile è la festa di tutte le italiane e di tutti gli italiani. Delle loro radici e del loro futuro. Oggi noi ricordiamo i combattenti per la libertà, i loro sogni di democrazia, di uguaglianza e di felicità. Ricordiamo il loro desiderio di portarli avanti con coraggio e con tenacia, serbando  nel   cuore la speranza di un paese civile, giusto e solidale. E siamo qui, a ricordarli,  non da soli.

Siamo con i rappresentanti delle istituzioni.

Saluto e ringrazio il vice-sindaco della città di Benevento, i sindaci di Sant’Agata dei Goti e di Arpaise, il rappresentante della provincia.   

Siamo con i sindacati, con la CGIL, la CISL e la UIL e i loro dirigenti. Siamo con Libera, con l’ARCI e con l’UISP, con i centri sociali.

Siamo con tanti cittadini, singoli militanti e rappresentanti di partiti, movimenti e forze politiche, donne e uomini consapevoli del fatto che le istituzioni democratiche si tutelano e si difendono con l’impegno quotidiano e  con la memoria collettiva delle ragioni e degli eventi che hanno costituito e costituiscono gli snodi decisivi della nostra storia.    

Tutti – a nome del comitato provinciale dell’ANPI –  ringrazio per la presenza.

Voi non siete in questa piazza, intitolata a uno dei martiri più fulgidi dell’antifascismo,  per l’ANPI.

Voi non siete presenti per onorare  l’ANPI. 

Voi avete risposto all’invito dell’ANPI, partecipate alla festa della liberazione perché  il 25 aprile è, appunto,  la festa di tutte le italiane e di tutti gli italiani. E’ la festa della rinascita, della libertà e della dignità di un paese che un regime totalitario aveva condotto alla guerra e alla distruzione: “Avete distrutto l’Italia, toccherà a noi ricostruirla”, sembra abbia affermato Antonio Gramsci, di cui, tra qualche giorno, ricorderemo l’ottantesimo anniversario della morte.        

Non ci può essere divisione di fronte ad un ricordo comune come quello del 25 aprile. Noi non saremo mai un paese normale se non  supereremo queste antistoriche, incomprensibili questioni rispetto a questa data fondante della nostra patria. Questioni che sembrano, da qualche tempo,  attraversare anche campi finora insospettabili e in cui mai avremmo, solo qualche anno fa,  non dico pensato, ma nemmeno potuto immaginare una direzione  verso   scelte tanto trancianti rispetto ad una tradizione consolidata.

Non vorremmo che la motivazione dipendesse  dal referendum del 4 dicembre, dalla scelta dell’Anpi e dalla durezza dei  contrasti intercorsi in quei  giorni. «Certamente qualche traccia rimane – lo ha riconosciuto anche il presidente Smuraglia in una recente intervista –  ma nel nostro progetto politico-culturale stiamo ricostruendo l’unità. L’Anpi ha avuto differenziazioni, ma noi non chiediamo a nessuno per cosa ha votato. Se mai – continua Smuraglia –  qualche strascico lo si ritrova negli attacchi che sono stati rivolti all’Anpi in questi giorni in cui vedo rancore o vendetta, che però – vivaddio – non sono nobili sentimenti”.

Ma quest’anno, ancora di più di quanto non lo facciamo ogni anno,  noi festeggiamo  la Costituzione, nel 70° anniversario della sua approvazione. Sappiamo tutti che lo straordinario lavoro di concordia e di responsabilità,  che portò alla stesura delle regole, alla definizione  dello stesso “ethos” democratico della nostra vita associata, si fonda sulla Resistenza. La Resistenza è il muro portante della nostra Costituzione democratica e repubblicana. Quindi essa è intrinsecamente, essenzialmente, se mi consentite: ontologicamente antifascista. Chi non ne accettasse questo carattere, chi ne mettesse in dubbio l’aspetto storicamente più qualificante, finirebbe con il negare la Costituzione stessa.

Che – mi sembra doveroso ricordarlo ai più giovani – nella sua XII disposizione espressamente “vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. Disposizione che trova la sua  attuazione,  dal 23 giugno 1952, data della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, della legge 645, la cosiddetta “legge Scelba”. 

Cosa significa, per tale legge, riorganizzazione del partito fascista? E’ bene leggere direttamente l’articolo della legge:

“Ai fini della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.”

Metodi di lotta che prevedono violenza, o raid, come quelli denunziati da un comunicato di “Depistaggio”e che, invano, abbiamo cercato sulle pagine dei giornali o sui siti on line. Benevento non ha nessun bisogno di sciagurate presenze, queste sì, annunciate in pompa magna addirittura in prima pagina, di presenze che sembrano uscire direttamente dall’articolo della legge appena citato.       

Questa è la legge vigente ancora in Italia. Chiara, limpida, essenziale.

Ma, noi lo sappiamo, in Italia, molto spesso c’è un ben strano modo di intendere la legge. O, magari, di non intenderla. “Altro che il mio regno per un cavallo”. “Il  mio regno per un cavillo”:  avrebbe esclamato lo shakespeariano re Riccardo III se avesse combattuto sotto i nostri cieli,  piuttosto che a Leicester.  E cavillo dopo cavillo, e voltando spesso la faccia in altra direzione,  sono più di vent’anni che conservare la memoria della Resistenza è diventata una lotta dura, aspra, difficile. Negli ultimi mesi ancora più aspra e difficile.  Sono più di vent’anni che, in questo paese – che con la memoria ha sempre avuto un rapporto difficile –  si sta tentando l’operazione rimozione: sicché il giusto revisionismo storico si confonde con il negazionismo. Sono più di vent’anni che movimenti e associazioni le più diverse, che si ispirano direttamente al fascismo, si muovono impunemente nella nostra società, instillando odio verso il diverso, predicando odio e violenza…    

E sono più di vent’anni che, da molte parti, in breve, si riversa  tutto in una padella capiente per  friggere la solita frittata,  alla solita maniera. Mescolando tutto, senza pudore e senza vergogna. 

Gli uomini, è raccontato nel mito del Protagora di Platone, pur partecipi di un destino divino e, nonostante con la  loro arte avessero imparato a parlare e a costruire case, vestiti e a praticare  l’agricoltura, continuavano a vivere separati, e non riuscivano a unirsi neppure per difendersi dagli animali feroci perché non avevano l’arte politica. Allora Zeus, per salvarli dalla rovina, inviò Hermes a portar loro  la vergogna e la giustizia perché potessero dare vita alle costituzioni delle città. Hermes chiese se dovesse distribuire vergogna e giustizia  soltanto ad alcuni, come avviene per le altre arti, per esempio la medicina, oppure a tutti. Zeus gli rispose di darle a tutti, perché senza vergogna e giustizia  non potrebbe esistere la comunità politica: «istituisci dunque in mio nome una legge per la quale chi non è capace di condividere vergogna  e giustizia sia soppresso come una malattia della città”. La mancanza di vergogna e l’ingiustizia portano le città alla morte.

Da qualche parte ci viene rivolta l’accusa che, oramai, questa giornata non sia altro che la ripetizione di uno stanco rituale, svuotato di ogni valore culturale e politico. E parte anche il solito mantra dei veri partigiani e dei falsi partigiani. Non risponderò a questa accusa infamante rivolta ad un’associazione che conta ancora, tra i suoi iscritti,  quattromila e cinquecento partigiani combattenti. Certo i vecchi partigiani ci stanno lasciando. Come, nel dicembre scorso, ci ha lasciato il compagno Alfredo Festa. L’anno scorso era qui, con noi, in un freddissimo e umido 25 aprile, ancora a rendere testimonianza alle scelte e all’impegno militante partigiano. Ad Alfredo riconfermiamo il nostro saluto affettuoso e il nostro ricordo imperituro.  Ma è dal 2006 che l’associazione ha deciso di accettare gli antifascisti di ogni età. Tempus fugit, Il tempo fugge via, certo. e purtroppo i partigiani combattenti diventano minoranza. Ma l’ANPI ha – giustamente – pensato a una ventata nuova di giovani antifascisti, impegnati per i diritti e l’uguaglianza, che sono i nostri valori di sempre. E, seguendo questa linea, riaffermata unitariamente nel congresso di Rimini del maggio del 2016,   anche il nostro comitato provinciale ha deciso di costituire un’officina di studi storico-politici, formata da giovani studiose e giovani studiosi impegnati nella ricerca storica e nello studio della costituzione con la finalità di ricostruire, con scienza e con rigore, con la mente e con il cuore, la storia dei partigiani nella nostra provincia ma soprattutto di lavorare con le scuole, proseguendo la linea indicata da uno dei nostri presidenti onorari, il nostro compagno Tonino Conte.

Per il 25 aprile abbiamo già quest’anno iniziato a sperimentare i nostri progetti in due scuole della nostra città: la primaria di sant’Angelo a Sasso e la media Bosco Lucarelli con ottimi risultati e giudizi positivi di dirigenti e docenti. Tra qualche giorno sarà il turno di due classi del liceo scientifico Rummo. Siamo infatti convinti che solo con la conoscenza, con  la cultura, con il rigore scientifico si possano vincere le spinte negazioniste e contrastare i rigurgiti fascisti in questo paese e far capire loro le scelte dei resistenti:   Citando un altro grande italiano del Novecento,  don Lorenzo Milani, di cui tra qualche mese ricorre il cinquantesimo della morte: “Bisogna avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l’obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo né davanti agli uomini, né davanti a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l’unico responsabile di tutto.”    

Ma si parlava della ritualità. Noi non abbiamo paura del rito. Che ha una funzione importante nelle nostre forme comunicative. Qualcuno ha affermato che l’uomo è un animale simbolico. Se questo è vero, come è vero, la ripetizione rituale non ci farà paura. Fermarsi per qualche ora, arrestarsi di fronte ai nostri impegni lavorativi per rivolgere insieme un pensiero ai morti per la libertà di tutti, sfilare in corteo, cantare “Bella ciao”, sia pure solo per un giorno: sono tutte azioni, queste, di cui noi non provano assolutamente vergogna. Tutt’altro. Ma, al di là delle forme simboliche, questi momenti solenni servono per fare il punto sullo stato della “polis”. Sui principi e sui valori fondativi del nostro paese:  Principi e valori realizzati solo in parte se guardiamo, per esempio,  alla situazione complessiva dell’Italia dove un diritto elementare, come quello al lavoro, in particolare per i giovani, è disatteso, dove l’attuale modo di far politica per lo più allontana, invece di stimolare e promuovere la partecipazione popolare, dove l’orizzonte antifascista non è ancora pienamente patrimonio dello Stato in ogni sua espressione. Questi nostri spazi sono, oggi,  gli spazi di resistenza. 

Resistere al fascismo oggi significa resistere alle ideologie dei muri, della xenofobia, della paura del diverso, resistere  a tutti quei fenomeni, cioè, che stanno diventando veri e proprio programmi politici attraverso cui  forze e movimenti sfruttano le paure e il disagio provocati dalla crisi.

Resistere al fascismo oggi significa impegnarsi, senza se e senza ma per la pace. Dobbiamo rivolgere un appello urgente per la pace. Un appello alla civiltà suprema del dialogo, della sua umanità, della sua intelligenza. E allora vi leggo un passo di un appello firmato da ANPI, CGIL, CISL UIL, ARCI e ACLI, e a cui hanno aderito Don Luigi Ciotti, Alessandro Pace, Sandra Bonsanti, l’ARS (Associazione per il rinnovamento della sinistra), Articolo 1 – Mdp, Legambiente, Rete della Conoscenza, Greenpeace Italia

“Questo è un appello urgente per la pace. Un appello alla civiltà suprema del dialogo, della sua umanità, della sua intelligenza. Leggiamo e apprendiamo di bombe, di grandi eventi nucleari, di raid preventivi. Un irresponsabile e impressionante gioco alla guerra che deve essere subito fermato. Chiediamo con forza alle Istituzioni internazionali, ai Governi del mondo che si metta a tacere l’assurdo di queste intenzioni che porterebbero a effetti disastrosi e di morte già tragicamente vissuti. Facciamo appello alle cittadine e ai cittadini affinché si mobilitino per diffondere il più possibile voci e iniziative di pace, anche in nome della nostra Costituzione che sempre ci ricorda che “l’Italia ripudia la guerra”. Come ci ha sempre insegnato il nostro caro Giuseppe Crocco, “Caramba”, abbiamo combattuto perché volevamo la pace. Mai più guerra, per sempre la pace. 

L’altra sera, al Mulino Pacifico, la Solot e iMusicalia hanno ricostruito, con la mente e con il cuore, con un esempio di teatro-musica civile, il ricordo della gappista beneventana Maria Penna. Cosa significa ricordare, dunque?    

Significa trasmetterci e trasmettere la voglia di essere parte attiva dell’ormai sempre più irrimandabile processo di attuazione integrale della Costituzione, di contrastare i troppi neofascismi che impazzano nelle strade e per il web illudendo una parte delle giovani generazioni, di costruire  una diffusa e forte cultura del dialogo, della solidarietà, della pace. Dobbiamo essere forti e tanti e  darci appuntamento per tutti i giorni a venire.

Ho, poco prima, manomesso  il Riccardo III.  Ora consentitemi di citarne un altro passaggio nella direzione della speranza

« Ormai l’inverno del nostro scontento
s’è fatta estate sfolgorante, ai raggi di questo sole di York »

Il 25 aprile rappresenti un impegno quotidiano a sentirci una comunità in marcia verso una democrazia realizzata fino in fondo. Con l’entusiasmo e le capacità di ognuno. E solo così i sacrifici di Alfredo e di Caramba, solo così il sacrificio supremo di Maria avranno ancora un senso. Per capire che libertà e dignità non si barattano con nulla. Questo insegnano, ancora oggi, i vecchi partigiani. Questo dobbiamo continuare a testimoniare.

Con la forza della speranza: spes contra spem.

Con la limpidezza dei nostri martiri. Con la limpidezza di Maria e di Rocco.

Viva il 25 Aprile Viva la Resistenza  Viva la Costituzione  Viva la Repubblica. 

Amerigo Ciervo

presidente provinciale ANPI del Sannio

25 aprile 2017